mercoledì 30 gennaio 2013

Antibiotico-resistenza: è ancora allarme, Italia sopra la media europea

Tra il 2005-2006, il 16% della popolazione mondiale, che vive nei Paesi ad alto reddito ha assorbito il 78% della spesa farmaceutica globale; la spesa farmaceutica pro capite è stata di 7,61 dollari nei Paesi a basso reddito e di 431,6 dollari nei Paesi ad alto reddito, con notevoli differenze, in ogni Stato, tra gruppi con reddito diverso.

Questi i dati forniti dal documento Oms “The World Medicines Situation 2011 - Medicine Expenditures” delineando un quadro molto chiaro riguardo il largo consumo di farmaci a livello mondiale, tanto che proprio l'Organizzazione Mondiale della Sanità sta promuovendo una serie di iniziative finalizzate a un uso più razionale del farmaco (leggi The Pursuit of Responsible Use of Medicines: Sharing and Learning from Country Experiences).

Quanto alla situazione italiana, dopo i dati forniti nel 2010 dal Progetto "AR-ISS" Antibiotico-Resistenza dell'Istituto Superiore di Sanità relativi alla resistenza crescente agli antibiotici dovuti all'alto consumo degli stessi con livelli più alti al Centro e al Sud rispetto al Nord Italia (per il triennio 2006-2008), più recente è il resoconto pubblicato nel novembre 2012 dall'European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) “Antimicrobial resistance surveillance in Europe 2011”. Il documento Ecdc fornisce i dati sulla resistenza agli antibiotici di sette patogeni invasivi, di grande importanza per la sanità pubblica (Streptococcus pneumoniae, Staphylococcus aureus, Escherichia coli, Enterococcus faecalis, Enterococcus faecium, Klebsiella pneumoniae e Pseudomonas aeruginosa).

Continua su TuttOsteopatia.it